LE SOLITE NOTIZIE FALSE SUL MYANMAR
In questi giorni siamo di nuovo alle prese che delle false notizie di politica internazionale: questa volta il Paese inviso agli imperialisti occidentali che viene preso di mira è il Myanmar, la ex Birmania.
Tutta la stampa borghese di questi giorni si sbraccia nel condannare il golpe militare in atto i quel Paese, e l’incarcerazione di Aung San Suu Kyi, la “santa” che nel 1991 ricevette il Premio Nobel per la Pace per aver difeso i diritti umani della tribù dei Rohingya, salvo essere smascherata venticinque anni dopo.
Evidentemente, però, questa assai poco “signora” continua assurdamente a godere di sconfinate simpatie da parte dei poteri forti dell’occidente, se non appena viene arrestata comincia la gara a chi le spara più grosse contro il regime birmano.
Adesso tutti lamentano il fatto che, a seguito del colpo di Stato dei giorni scorsi, i nuovi padroni del Paese abbiano deciso di oscurare internet, impedendone l’accesso da parte dei cittadini e degli stranieri.
Per curiosità, qui siamo assai diffidenti quando si parla di certi Paesi, andiamo a controllare il sito web del Partito Comunista di Burma – altro nome del Myanmar – per vedere se davvero non è raggiungibile, come sostengono le fonti borghesi.

Ebbene, esso non solo è perfettamente visibile, ma è persino aggiornato a sabato sei febbraio, con un articolo dal titolo: “Opporsi all’idea di sottomissione (Maung Than Mya Shwe)”, dal quale traspare chiaramente l’opposizione alla «insurrezione della giunta» e la volontà di «creare una nuova storia birmana del XXI secolo».
Bosio (Al), 12 febbraio 2021
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com